Il trattamento della fibrillazione atriale di recente insorgenza con approccio pill-in-the-pocket


La somministrazione ospedaliera della Flecainide ( Almarytm ) e del Propafenone ( Rytmonorm ) in una singola dose di carico orale ha mostrato di essere efficace nella terminazione dell’episodio di fibrillazione atriale.

Ricercatori italiani hanno valutato la fattibilità e la sicurezza dell’auto-somministrazione di un carico orale di Flecainide o Propafenone nell’arresto della fibrillazione atriale di recente insorgenza, al di fuori dell’ambito ospedaliero.

Lo studio ha riguardato 268 pazienti con lieve o nessuna malattia cardiaca, giunti al Pronto Soccorso con fibrillazione atriale di recente insorgenza, emodinamicamente ben tollerata.
Di questi pazienti, il 22% ( n = 58 ) sono stati esclusi dallo studio a causa del trattamento non efficace o per effetti indesiderati.
Pertanto l’auto-somministrazione di Flecainide o Propafenone in ambiente extraospedaliero ( approccio  pill-in-the-pocket  ) è stata valutata nei rimanenti 210 pazienti ( età media 59 anni ).

Nel corso di un periodo osservazionale medio di 15 mesi, il 79% ( n = 165 ) dei pazienti ha presentato 618 episodi aritmici.
Di questi episodi il 92% ( 569 ) sono stati trattati in media entro 36 minuti dall’inizio dei sintomi.

Il trattamento ha avuto successo nel 94% ( 534 ) degli episodi.
Il tempo di risoluzione dei sintomi è stato di 113 minuti.

Tra i 165 pazienti con recidive, il farmaco è risultato efficace nell’84% ( 139 pazienti ).

Effetti indesiderati sono stati riportati da 12 pazienti; in un paziente si è presentato flutter atriale e frequenza ventricolare accelerata, mentre in 11 le reazioni avverse non erano di natura cardiaca.

Le visite al Pronto Soccorso e le ospedalizzazioni si sono ridotte in modo significativo.

Questo studio ha dimostrato che l’approccio pill-in-the-pocket  ( pillola in tasca ) nel trattamento della fibrillazione atriale è fattibile e sicuro, con una buona compliance da parte dei pazienti, una bassa incidenza di reazioni avverse, ed una significativa riduzione delle visite al Pronto Soccorso e di ricoveri ospedalieri.( Xagena2004 )

Alboni P et al, N Engl J Med 2004; 351: 2384-2391

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